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Food marketing nel 2022: comincia da qui

Occuparsi di food marketing per il proprio brand o per un cliente nel 2022 non è più un compito circoscritto ad una dimensione di packaging, web e social. C’è molto di più da comunicare e da offrire, e questo “quid” può nascere, alimentarsi ed evolvere proprio per il concetto di community.

24 Mag , 2022 Copy & Social, Strategia, Web & Seo

Food marketing nel 2022: comincia da qui

Occuparsi di food marketing per il proprio brand o per un cliente nel 2022 non è più un compito circoscritto ad una dimensione di packaging, web e social. C’è molto di più da comunicare e da offrire, e questo “quid” può nascere, alimentarsi ed evolvere proprio per il concetto di community.

Food Marketing : brand awareness = unicità : qualità

In un contesto, come quello italiano, in cui nel 2017 si usciva a mangiare in media 5 volte al mese (come riporta questa indagine Doxa) ma dove oggi si taglia il budget anche del 13% (come riporta ItaliaATavola) è necessario fare una buona prima impressione con il proprio prodotto o servizio, e capire velocemente come mantenerla nel tempo, restando unici e autentici.

Il food marketer applica le principali strategie di marketing online e offline per rendere prodotti e/o servizi di ristorazione sempre attuali e – è il caso di dirlo – appetibili al proprio pubblico di riferimento.

Come sempre, il food marketing parte dalle buyer personas: so cosa comunicare se so a chi sto parlando; ma non è tutto. Il food marketing parte da una presa di coscienza molto chiara della brand awareness dell’azienda; è un po’ come se il food marketing servisse a comunicare la vera “punta di diamante” dell’azienda, nel momento in cui funziona al meglio ed è davvero un’esperienza eccellente. L’equazione riportata nel titolo dice proprio questo: il food marketing racconta la brand awareness nella sua accezione più unica, non replicabile (ma non irripetibile) e come espressione della massima qualità del brand.

Tutto chiaro?
Vediamo qualche caso pratico nel prossimo paragrafo.

Food marketing e strategie commerciali

Cosa significa nel concreto fare food marketing? Vediamo questo concetto applicato ad alcune delle più importanti strategie commerciali.

Storytelling: raccontare l’azienda e il prodotto in modo unico e autentico significa mostrare la qualità dei prodotti e degli ingredienti, il dietro le quinte della produzione e della selezione delle materie prime. Ad esempio, raccontare come vengono scelte all’origine spezie ed erbe per uno speciale cocktail renderà l’azienda che prepara e vende queste spezie autorevole, competente e preparata.

Engagement: per chi comunichiamo, se non per una community di follower e utenti, nuovi e fidelizzati? Quindi, generare conversazioni e richiedere feedback sotto forma di sondaggi e recensioni rendono più facile la creazione ed il mantenimento di questa community. Ad esempio, raccontare una ricetta di un piatto regionale e chiedere agli utenti la “loro” variante può davvero far scatenare interessanti dibattiti che – di fatto – aumentano l’engagement nel breve e nel medio termine, contemporaneamente rendendo il brand “visibile” a nuove categorie di utenti.

Campagne: che siano campagne di email marketing o google ads, il senso strategico per il food marketing rimane lo stesso: sponsorizzare consente di ottenere per un periodo di tempo limitato la possibilità di essere visibili da un numero molto più elevato di utenti, che andranno profilati sulla base dei dati già a disposizione del brand. Ad esempio: fare una sponsorizzazione sui social partendo da un segmento di pubblico già affinato con il Pixel di Facebook.

Micro influencers: chi li ama, chi li odia, chi volente o nolente si ritrova ad ascoltarli: i micro influencers sono qui per restare e sono una delle strategie commerciali più solide del food digital marketing. Da scegliere con attenzione e sulla base della sensibilità e della condivisione di valori con il brand.

Collaborazioni tra persone: prima ancora degli influencers, vengono i collaboratori: negozi, produttori, distributori, in una parola persone che condividono in modo reale e onesto il prodotto o il servizio oggetto di food marketing. Condividere non basta, serve anche supportare: in senso ampio, chi collabora con il nostro brand si aspetta in cambio altrettanto supporto e fiducia.

Local SEO: il food marketing ragiona principalmente con web e social, ma anche la SEO è importante e può davvero fare la differenza in un contesto di local SEO, dove magari la competizione è già alta. Questa freccia all’arco del food digital marketing va scoccata con precisione e al momento giusto, una volta definiti obiettivi e punti di forza del proprio business offline e online.

Marketing alimentare: la nuova frontiera è #zerowaste

Le società fornitrici saranno inserite all’interno di un elenco e saranno abilitate a fornire le prestazioni Il food marketing o marketing alimentare agisce a più livelli: all’inizio, sulla consapevolezza e sulla brand awareness: in un secondo momento, facendo leva su valori e comportamenti in linea con gli interessi o con i valori del proprio utente; ad esempio, un brand che condivide ricette regionali rivisitate con trucchi furbi e lo fa attraverso il social media food marketing, colpisce perché condivide e intrattiene. Il food advertising può avere come oggetto questi contenuti, rendendoli disponibili per un pubblico più esteso, con l’obiettivo di aumentare gli utenti fidelizzati.

Condivisione e valori sono due concetti importanti nel food marketing che sempre più spesso vanno a braccetto con il trend del food waste: attraverso l’hashtag #zerowaste si condividono buone pratiche, anche nel mondo della produzione e della ristorazione, per ridurre gli sprechi e riutilizzare le materie prime in modo completo e consapevole.

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