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Gruppi Facebook, istruzioni per l’uso

Gruppi su Facebook: il tema, più che unire, divide. Ci sono marketers che li ignorano e addetti ai lavori che fondano su questi ambienti degli snodi importanti delle loro strategie web e social. In medio stat virtus? Magari, in media. Vediamolo.

14 Set , 2021 Copy & Social

Gruppi Facebook, istruzioni per l’uso

Gruppi su Facebook: il tema, più che unire, divide. Ci sono marketers che li ignorano e addetti ai lavori che fondano su questi ambienti degli snodi importanti delle loro strategie web e social.

In medio stat virtus? Magari, in media. Vediamolo.

Gruppi Facebook, perché?

La risposta è solo una: perché l’algoritmo li predilige! O meglio, secondo l’ultimo aggiornamento del 2021, sceglie di prediligere quei contenuti che per l’utente sono più interessanti, e spesso nelle prime posizioni ci sono proprio i post provenienti dai gruppi. Trattandosi molto spesso di gruppi ristretti e fidelizzati per tematica (gli amici del bbq) oppure per area geografica (Sei di [nome quartiere] se…) è altamente probabile che i post dei Gruppi generino molto più interesse nell’utente medio che scrolla il proprio Feed. In più, trattandosi spesso di post “leggeri” intesi come immagine + testo o a volte anche solo testo, non incappano nella variabile del listing che screma i contenuti anche a seconda del tipo di connessione dati disponibile per l’utente in quel momento della navigazione. Per maggiori approfondimenti, consigliamo questo post di Hootsuite (English version) dove l’algoritmo 2021 di Facebook è spiegato molto bene.

Un’indagine di Sprout Social rivela che quasi il 50% dei consumatori afferma di unirsi a comunità come i gruppi di Facebook in modo da poter interagire direttamente con i brand. La strada della strategia social sembra quindi segnata verso l’apertura (e il mantenimento) dei Gruppi Facebook, ma con che criterio?

Vi diamo ben 5 consigli per guidarvi nella pianificazione di questo importante passo.

I 5 consigli da leggere prima di aprire un Gruppo su Facebook

interagisci e commenta: per dare una guida, per dare l’esempio, per far sentire che ci sei. Ogni Gruppo nasce con uno scopo e/o a partire da un bisogno, quindi perché non farlo presente? Il vantaggio di un Gruppo su Facebook che sia correlato o addirittura pubblicamente legato ad un brand è proprio questo: togliere la patina di artificioso e istituzionale, connesso all’immaginario della tipica azienda, per svelare un marchio che invece ci tiene a restare a stretto contatto con il proprio pubblico, consapevole che, senza le persone, si muoverebbe alla cieca.

sii aperto al confronto: perché nascondersi non serve a nulla, e in ogni caso farlo su Facebook è impossibile. Moltissimi brand aprono un gruppo anche per gestire meglio e prevedere le richieste della customer care, soprattutto in B2C. Altri invece usano il gruppo per fare scouting di talento o per condurre piccole “ricerche di mercato informali”, indagando in modo qualitativo abitudini di consumo e di acquisto del proprio prodotto o servizio. Per fare ciò però bisogna che il brand sia reale, onesto e aperto al confronto, senza che ci siano aspetti che vanno tenuti nascosti, oppure manipolati.

ascolta prima di parlare: è una regola base di ogni tipo di comunicazione, soprattutto se asincrona come quella di un messaggio. Il tono di voce è importante, anche perché spesso è la prima cosa che si travisa. Ecco perché ascoltare (e rileggere anche 2-3 volte) prima di postare è molto importante.

studia le reazioni e fai rete: le persone sono in Gruppo perché amano stare in gruppo, quindi tanto vale prendere il massimo beneficio da questo. Conoscere le dinamiche che si creano nel gruppo, individuando buyer personas tipiche e isolando i meccanismi di domanda e risposta (es: utente nuovo chiede a utenti una ricetta, utente esperto svela un trucco sul dosaggio di un ingrediente) può dare insights molto preziosi su come si usa il prodotto o come si approccia il servizio legato al brand.

sii costante: se riesci a tenere la guida data dai primi 4 consigli, non ti sarà difficile. Del resto, è solo la costanza che sa davvero premiare, assieme all’analisi delle azioni e a una programmazione che non deve mai mancare.

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