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STORYBOARD, LA CHECKLIST PER FARLO BENE

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Entro sera bisogna consegnare lo storyboard di un nuovo video: che bello, finalmente una gioia! Un compito rilassante, che stimola la creatività…un momento, ma da dove comincio? Nella mente si aprono tante strade, ma è difficile capire quali percorrere.
Allora prima di cominciare, un gran bel respiro e concediti la lettura di questo blogpost con i nostri consigli su come fare bene lo storyboard per un video.

 

Che cos’è uno storyboard?

Lo storyboard è un documento cartaceo oppure digitale che serve a rappresentare da un punto di vista visivo e testuale il susseguirsi delle sequenze temporali di un video.
Il video per cui viene fatto lo storyboard può essere di vario tipo: un video per fare engagement sui social, uno spot tv, un video corporate, un video per Instagram Stories, un video per reimpostare la brand identity.
Lo storyboard è il documento che orienta, riassume e sintetizza una comunicazione video che deve essere coerente, regolare, ritmata e completa, dall’inizio alla fine.

(Brand identity da reinventare? Ne abbiamo parlato qui!)

Da dove devo partire per realizzarlo?

A volte capita: abbiamo tante idee in testa ma non riusciamo a metterle in ordine, e quindi a concretizzarle.
Partiamo allora da questo elenco:

1. Fissare gli obiettivi
A cosa serve il video per cui faccio lo storyboard? È un video prodotto? Emozionale? Corporate? Tipo infografica? Contiene una promozione, un’edizione limitata? Sono queste le prime informazioni che determineranno la lunghezza del video, il formato (verticale o orizzontale) e la sua tipologia (intervista, fotografico, grafico, mix).

2. Definire i contenuti
Questo task è connesso al precedente e aiuta a delimitare i temi del video (non possiamo dire tutto-tutto-tutto in 3 minuti di video). Non tutti i contenuti infatti si prestano ad essere comunicati attraverso un unico codice visivo. Alcuni contenuti tecnici si spiegano meglio tramite elenco, altri tramite esempi visivi. Alcuni contenuti emozionali sono più forti non se sono veicolati con “un’immagine che vale più di mille parole” ma proprio con una frase, forte e d’impatto. Non esiste una regola fissa, e meno male! Cosa fare allora? Semplice: testare, tenendo sempre bene a mente il tono di voce del nostro cliente.

3. Rispettare il tono di voce
Per quanto un video possa essere “bello”, se non rispetta il tono di voce del cliente, allora sarà irrimediabilmente “fuori fuoco” e oggetto di infinite modifiche, se non di stravolgimenti.
Meglio quindi pensarci subito: come parla il cliente? Che aggettivi usa? Parla di sé in prima o terza persona? Ha una narrazione corale, attenta alla comunicazione interna, oppure preferisce rimanere vago su cosa si cela dietro al “team”? Realizzare un video è un’ottima “scusa” per definire insieme il tono di voce (Valentina Falcinelli ci ha scritto pure un libro, che è uno dei manuali più consultati in agenzia!) e per fare quella chiacchierata o intervista con il cliente che da tanto spesso si rimanda, complice l’operatività sempre impegnativa e i tempi stretti.

Qual è il format giusto?

16:9? Sì, per Youtube. Per Instagram e Facebook, meglio 1:1. Per i nuovi formati tipo Instagram Stories o Stories a Tap, meglio invece utilizzare il formato verticale e fare uno storyboard della successione dei contenuti in grafica, video o canva che si susseguono all’interno del “video” dato da una sequenza di Stories fruibili grazie al tap.

Che stile deve avere?

È l’azienda stessa o il cliente a guidarci facendo una prima scrematura del linguaggio visivo: un personal branding avrà bisogno di un’intervista frontale, visto che il cliente è anche il prodotto/servizio di cui ci sta parlando. Viceversa, un’azienda B2B che realizza prodotti troverà una narrazione più facile in un video fotografico. Chi fa servizi invece può narrare l’intangibilità dei propri asset (la consulenza ad esempio) in un formato tipo infografica, con illustrazioni. Da qui anche il ritmo: stop motion? Slow motion? Tipo gif? Questo si può definire dopo aver realizzato lo storyboard, anche se alcuni passaggi sono utili a trovare punti di climax o swing nella narrazione.

Stile incisivo e brand identity forte, sul locale: guarda il nostro lavoro per Ego Parrucchieri

Come faccio a sapere se sono sulla strada giusta?

Condividi il tuo storyboard con chi non conosce il progetto e chiedigli cosa ne capisce: è sempre la regola n. 1!
È proprio chi non conosce bene il progetto o il cliente a dare quegli spunti utili che danno al progetto un infinito valore aggiunto. Il “non ci avevo pensato!” o “non l’avevo ancora visto in questi termini…” valgono quasi quanto una grandissima idea nata dal niente, e probabilmente la precedono.

Vuoi saperne di più?

Contattaci per il tuo piano di marketing. Saremo felici di definire la strategia multicanale più adatta al tuo business.

Written by

Diplomata al SID - Scuola Italiana Design, è esperta di web design e di visual design per il digital. Nella progettazione, cerca sempre di pensare fuori dagli schemi.