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Snapchat: manuale di sopravvivenza

Snapchat: manuale di sopravvivenza

Cos’è? E’ l’ultimo incubo dei SMM.

Non bastava infatti Facebook e il suo maledetto algoritmo, il nuovo ads di Instagram o l’incomprensibile Pinterest. Adesso si è aggiunto anche questo nuovo strumento di conversazione, che ruberà altro tempo alle già rigurgitanti giornate di agenzia.

Cos’e’ Snapchat?

Per tutti coloro che si sono attardati sino ad oggi, nella speranza che si rivelasse un fuoco di paglia, oppure per coloro che dovranno spiegare ai propri clienti che non si tratta dell’ennesima invenzione per gonfiare le fee, Snapchat è un app per smartphone e tablet, che permette di condividere varie tipologie di contenuti (i cosiddetti snap) con i propri contatti, con il fine di immortalare i “momenti” che stiamo vivendo.

Qualche dato…

Se volessimo tradurre tutto in numeri, potremmo dire che questa piattaforma accoglie ogni giorno 150 milioni di foto ed ogni mese fa registrare 10 miliardi di visualizzazioni: incredibile vero? Sono praticamente gli stessi numeri di FB, nonostante sia l’ultimo arrivato!

Target?

Chi pensa sia solo una chat da ragazzini, si sbaglia di grosso: infatti i più attivi appartengono alla Generazione Y o Millenials, che dir si voglia, che hanno un’età compresa tra i 15 e i 25 anni. In pratica i consumatori di domani e ciò spiega perché multinazionali ed istituzioni si stanno registrando in massa.

Dov’e’ la novita’?

Perché ha riscosso così tanto successo? E’ praticamente la quintessenza dei social, perché in esso convergono tutte le peculiarità che hanno fatto grandi i suoi predecessori:

  1. Messaggistica istantanea come nelle chat di Whatsapp;
  2. Raccontare la propria storia come nel diario di FB;
  3. Micro-blogging come su Twitter e Tumblr;
  4. Scattare selfie e modificare foto/video con badge e frasi, quasi come con i “filtri” di Instagram;
  5. Infine lo snapcode, che come il QR-code consente di trovare il profilo di un utente, semplicemente puntando la fotocamera sul suo volto.

Tuttavia, questo pot-pourri di funzioni non hanno determinato da sole il successo del mezzo, bensì il fatto che i post si auto-distruggano dopo esser stati visualizzati: l’utente può infatti scegliere se inviare un contenuto ad un contatto singolo, dandogli l’opportunità di goderne per una manciata d’istanti (puoi infatti scegliere la durata da 1 a 10 secondi) oppure se postare la foto/video nella tua “storia” che in ogni caso non durerà più di 24 ore.

In conclusione?

L’effimero consente così di celebrare una determinata esperienza, senza percò preoccuparsi di dover costruire un’identità coerente e monolitica; questo problema, invece, emerge frequentemente sul diario di FB: ad esempio, man mano che si accede al mondo del lavoro, si cerca di eliminare i contenuti scolastici più scomodi, per non dare l’idea di essere totalmente stupido od irresponsabile.

Vuoi farti un selfie? Modificare le tue sopracciglia o scambiare il tuo volto con quello di un amico? Allora, forza! Basta scaricare l’app, inserire la mail ed il tuo numero di cellulare.

Non ti dimenticare di condividere con noi la tua esperienza e farci sapere come ti sei trovato con l’hashtag #baobablog!

Written by

Diplomata al SID - Scuola Italiana Design, è esperta di web design e di visual design per il digital. Nella progettazione, cerca sempre di pensare fuori dagli schemi.