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Offerte imperdibili di fine estate

E, puntualmente, alla fine di ogni estate le pubblicità in stile “imperdibili sconti” conquistano le bacheche dei nostri social preferiti e si susseguono senza sosta tra un break commerciale e l’altro.

“Sconti imperdibili”

Pare quasi che le aziende facciano a gara per essere le prime a lanciare una simile promozione. Il copy degli spot è molto semplice e standardizzato, l’obiettivo è quello di far capire al cliente la convenienza a comprare in quella piccola finestra temporale, che viene ogni volta descritta come un’occasione tanto eccezionale quanto rara. Ed è proprio questo elemento a spingere il consumatore ad effettuare quell’acquisto che meditava da tempo ormai immemore senza tuttavia aver mai avuto la possibilità di concretizzare. Io stessa sono sempre stata attratta da questo tipo di sconti e, spesso, sono stata sul punto di effettuare quell’acquisto che desideravo tanto. È facile lasciarsi affascinare da queste proposte, d’altronde dici a te stesso “quando mi ricapiterà una simile offerta?”.

Negozi pieni dopo l’estate

E allora, ti armi di pazienza, rinunci alla consueta passeggiatina in centro e ti chiudi in un centro commerciale, ignorando le interminabili attese che dovrai sopportare. Sì, perché queste promozioni sono il richiamo di flotte di consumatori indecisi che non sanno ancora ciò che vogliono e, giustamente, chiedono agli addetti alle vendite dei consigli o una più modesta illuminazione su cosa sia meglio acquistare. Se ti è capitato di fare un giro nei negozi durante questo tipo di promozioni, saprai bene ciò di cui sto parlando. Ecco, ieri più per esigenza che per volontà ho trascorso la mia domenica mattina in un punto vendita aderente a tali offerte di fine estate. Durante l’attesa per il mio turno, ho studiato un po’ chi come me aspettava di poter parlare con un addetto alle vendite. Non esagero se dico che almeno ¾ delle persone con cui ho incrociato lo sguardo avevano un’espressione di impaziente insofferenza, di fastidio, di irrequietezza.

Sconto sì…ma il servizio dov’è?

Ho sentito più persone lamentarsi del fatto che sia inutile fare delle offerte, se poi il servizio al cliente non rispetta i canoni di una rilassata esperienza d’acquisto. Questo commento mi ha fatto sorgere spontanea una domanda. È vero che grazie a queste promozioni entrano nuovi clienti in negozio, è vero che il fatturato che si registra in queste occasioni è più alto del normale ma le aziende si sono mai soffermate a pensare come il consumatore medio viva queste situazioni?

Al netto delle vendite, qual è il guadagno per il brand?

Gli sconti sono davvero convenienti, ma lo sono abbastanza per compensare tutto il sentiment negativo che maturano? Quali conseguenze possono avere sulla brand loyalty? Gli esperti di marketing continuano ad ammonire le aziende sull’importanza di dare centralità al cliente. Certo, il consumatore non può aspettarsi di essere amorevolmente accudito quando c’è una fila di 20 persone dietro di lui. Ma, in un’epoca come la nostra che fa della rapidità e tempestività un mantra, può essere accettabile dover attendere 2h prima di parlare con un addetto alle vendite?

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Dottoressa in Marketing e Comunicazione d'Impresa con un solido background di studi classici alle spalle. Esperta di copywriting strategico, negli anni si è specializzata nel SEO copywriting grazie alla partecipazione a diversi workshop in materia.