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Non e’ mai troppo presto..

Non e’ mai troppo presto..

Alcuni studi hanno dimostrato che molte delle nostre preferenze in fatto di brand e prodotti le sviluppiamo entro i setti anni di vita.
Martin Lindstrom, un professionista del neuro marketing nonché uno delle persone più influenti al mondo, sostiene che questa fidelizzazione possa accadere anche molto prima, cioè verso i quattro/cinque anni.
Sembra assurdo, ma a quanto pare si è dimostrato possibile.

 

Il marketing influencer, per dare prova della sua testimonianza, ci propone una serie di esempi interessanti che mostrano come sia possibile brandizzare anche neonati e che l’hanno portato a chiedersi se tutto questo fosse eticamente corretto, cosa che, peraltro, ci chiediamo anche noi.
Per avere una risposta a come tutto ciò sia possibile, bisogna sapere che, ogni cosa che viene consumata da una donna durante la gravidanza, che si stia parlando di cibo piuttosto che di profumi, influenza la vita nascente dentro l’utero.
I marketers, che quando si tratta di studi sui comportamenti umani non si perdono in chiacchiere, hanno già iniziato a escogitare modi per capitalizzare questo fenomeno, partendo dalle ultime scoperte nel mondo della maternità, appunto. I nove mesi in questione sono uno tra i periodi più emotivi della vita di una donna. Tra gli sbalzi d’umore e l’agitazione all’idea di mettere al mondo una nuova vita, è anche uno dei periodi in cui le donne sono più vulnerabili e suggestionabili.

 

Uno dei primi esperimenti al riguardo sembra essere stato condotto da una catena di grandi magazzini asiatica, che ha cominciato a strumentalizzare il potere dei suoni e degli odori sull’inconscio delle neo-mamme e dei nascituri.
Come prima cosa ha spruzzato profumo di borotalco (Johnson & Johnson’s) in ogni zona del grande magazzino in cui si vendevano abiti, dopodiché, ha profumato il reparto alimentari di profumo alla ciliegia. Infine ha cominciato a trasmettere una musica che rilassasse le donne, scegliendola tra i successi dell’epoca in cui erano bambine, così da far tornare loro alla mente i rosei ricordi dell’infanzia.
I dirigenti con queste decisioni speravano di far aumentare le vendite nel target composto da donne gravide e, difatti, è stato quello che hanno ottenuto. Con grande sorpresa di tutto lo staff però, c’è stato un altro grande risultato inatteso: un anno dopo l’esperimento, la catena ha iniziato a ricevere molte lettere di madri che segnalavano l’effetto ipnotico del centro commerciale sortito sui loro bambini. Quello che notavano era un’improvviso cambio d’umore dei loro bambini una volta entrati del centro commerciale: se prima di entrare nello store i bebè erano irrequieti e piangevano, una volta dentro si quietavano immediatamente, e questo avveniva, presumibilmente, perché riconoscevano quei suoni e quegli odori che avevano già sentito mentre erano nel pancione della loro mamma, al sicuro da qualsiasi cosa. Nonostante si trattasse di percezioni reperibili anche altrove, il 60% della clientela madre afferma di non aver riscontrato in nessuno altro posto lo stesso effetto ipnotico.

 

Era nata una nuova generazione di consumatori inconsciamente attratti dal profumo di ciliegia e di borotalco e quindi.. da quel centro commerciale, che, non a caso, li proponeva entrambi!
Nonostante i dirigenti non siano riusciti a misurare gli effetti a lungo termine su questi bambini, c’è chi ipotizza che potrebbero avere conseguenze anche sulle generazioni successive.
Non è mai troppo presto quindi per fidelizzare un cliente, contattaci per non perdere altro tempo!

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Dottoressa in Marketing e Comunicazione d'Impresa con un solido background di studi classici alle spalle. Esperta di copywriting strategico, negli anni si è specializzata nel SEO copywriting grazie alla partecipazione a diversi workshop in materia.