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L’influencer, una professione morta grazie a Zuckerberg?

Una cosa è certa: l’annuale appuntamento con la conferenza F8 ha portato tante novità in materia di social network. Dalla light speed di Messenger alla nuova funzione di WhatsApp Business, sono diversi i cambiamenti che riguarderanno le nostre social apps preferite.

Tra tutte, però, quelle che sicuramente hanno suscitato più stupore o – a seconda dei punti di vista – preoccupazione, sono le notizie relative al futuro di Instagram. Infatti, pare che il famoso social dedicato alla fotografia subirà un’evoluzione non indifferente nel corso dei prossimi mesi. Secondo le dichiarazioni di Zuckerberg, verrà ampliata la funzione per lo shopping, attualmente disponibile per i soli account business, che a breve consentirà agli utenti di acquistare anche i prodotti postati e taggati nelle foto di profili personali, in particolar modo degli influencer. Questa novità, che agevola e rende più veloce gli acquisti online, comporta di conseguenza anche un’evoluzione nel ruolo dell’influencer: non più una semplice voce in grado, per l’appunto, di influenzare i comportamenti di acquisto delle persone ma sempre di più un canale diretto di vendita. Se, da una parte la professione amplia le proprie mansioni in materia commerciale, dall’altra però perde uno dei KPI di maggiore riferimento per la sua attività: i likes. Infatti, pare che Instagram si voglia orientare ad una maggiore valorizzazione e promozione del contenuto più che all’agognata ricerca di “cuori” come segnale di successo o insuccesso di una fotografia. Sicuramente, questo cambiamento potrà favorire un più sano approccio allo strumento, arginando al contempo la pericolosa tendenza di giudicare sé e gli altri sulla base del numero di followers e likes. Tuttavia, quali sono le conseguenze per chi lavora sul social? Come potranno le aziende che vorranno collaborare con queste figure valutare il loro engagement? Il ruolo dell’influencer sarà destinato a svanire o semplicemente ad evolversi?

È difficile ad oggi prevedere quali saranno le conseguenze. Prima di trarre qualsiasi conclusione, bisognerà aspettare gli esiti dei primi test che si stanno attualmente svolgendo in Canada in modo da avere una visione più chiara della portata di questa novità. Ma, una cosa è certa, sarà sempre più difficile riuscire a creare delle connessioni all’interno del social e sarà fondamentale riuscire a creare dei contenuti validi e d’interesse per il pubblico. Forse, più che di influencer marketing si parlerà maggiormente di content marketing, chi lo sa.

Per quanto riguarda la nostra personale visione, riteniamo che la figura dell’influencer non svanirà del tutto ma cambierà semplicemente forma: avrà una valenza meno promozionale e più concretamente orientata alla vendita. Probabilmente molte influencer che non hanno costruito un legame diretto e profondo con il proprio pubblico, risentiranno di questa novità. Ma noi siamo sicuri che Chiara Ferragni continuerà ad essere Chiara Ferragni, anche a likes oscurati.

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Ingegnere Informatico con specializzazione in comunicazione tecnico scientifica. Da oltre 15 anni programma interfacce web/software per gli utenti. Esperta in ottimizzazione delle conversioni (CRO) e appassionata di tecniche SEO.