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I social media ai tempi del Coronavirus | PARTE 1

Ci siamo, il COVID-19 che si sta diffondendo in questi giorni in una dimensione strettamente offline non può che contagiare post, strategie ed azioni che avvengono online.
Cosa può fare un social media manager responsabile e creativo per realizzare un piano editoriale efficace ed garantire una presenza sui canali social del cliente che sia utile, corretta e coinvolgente?

In questo post troverai le prime quattro voci del decalogo che abbiamo preparato in agenzia e che sta guidando i nostri passi online in queste settimane così sospese e diverse. Abbiamo scelto di realizzarlo pensando ai nostri clienti, ma anche a noi stessi: tutti noi abbiamo una presenza online che possiamo – e dobbiamo – governare, e ora più che mai vogliamo pensarci due (o più) volte prima di pubblicare aggiornamenti che potrebbero alimentare quella “pandemia media” di cui parlano i giornali.

1. COMUNICHIAMO

Sembra ovvio, ma è bene ricordarlo: è impossibile non comunicare. 
Scomodiamo pure il primo paradigma della comunicazione umana (Watzlawick, 1967), ma ricordiamoci che ogni volta che un cliente o una persona posta un contenuto veicola un messaggio che non rimarrà neutro. Soprattutto adesso, verrà letto con la “lente” del virus che stiamo vivendo, e quindi dovrà essere preciso, misurato, certo. Non vago, non allusivo, non minaccioso: la positività è forse l’ingrediente fondamentale di ogni piano editoriale, sempre, e soprattutto ora.
Se è impossibile non comunicare, consegue un corollario: anche non comunicando, diciamo qualcosa.
Cosa significa per noi?
Che un piano editoriale deve andare avanti sempre: show must go on. Un paio di giorni di pausa per assestamento e riorganizzazione delle idee sono necessari, ma i post social non possono permettersi di stare fermi, per una serie di motivi che vedremo nelle prossime voci del decalogo.

2. CAMBIAMO

Non possiamo fare finta che non sia successo niente e mantenere il piano editoriale social proprio come era stato impostato settimane fa. Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi, e questa situazione è la tempesta perfetta per scoprire qualcosa di più sui nostri clienti e far emergere quel tanto prezioso “lato umano” che spesso resta nel magazzino dei contenuti.
 Noi suggeriamo di cambiare paradigma: nei piani social, parliamo dei dipendenti, dei collaboratori, dei partner e parliamo proprio a loro. A tutte le persone che in questo momento incerto faticano a mettere a fuoco il punto di arrivo e i nuovi obiettivi. Che magari si sentono lontani o poco motivati, o che semplicemente non hanno ancora imparato a convivere con lo smart working o vorrebbero essere più utili.

User Generated Content di qualità, dirette social per una “pausa caffè” a distanza, frasi tipiche di colleghi di reparto che diventano citazioni divertenti: il mezzo è il messaggio, quando si tratta di coinvolgere e di far sentire la vicinanza tra dipendente e direzione, nella maniera più coerente possibile rispetto alla comunicazione interna aziendale.
Una vicinanza insomma non solo di testa e di cuore, ma anche di social.

3. ISPIRIAMO

Che cosa vorremmo leggere dai nostri amici quando apriamo il nostro feed? E che cosa vorremmo vedere dai nostri brand preferiti, in questi giorni?
Noi non abbiamo dubbi: positività, calma, risolutezza. Se ogni giorno ciascuno di noi postasse un pensiero positivo, l’ansia e l’incertezza sarebbero più facili da combattere. E se ogni brand consigliasse – con il suo tono di voce e le sue specificità – un modo per passare il tempo online o offline collegato oppure no al proprio prodotto o servizio, ci aiuterebbe a trovare l’ispirazione per imparare qualcosa di nuovo.
Qualche esempio? Il cliente food potrebbe suggerire una ricetta smart e anti-spreco, prima di affrontare l’appuntamento con il supermercato. Il cliente beauty può fare un video tutorial per l’acconciatura da cerimonia che potremo sfoggiare quando torneremo ad una intensa vita sociale.
E se ci viene una grande idea? Ninja Marketing sta raccogliendo iniziative per rilanciare l’Italia e il Made in Italy attraverso scuole, imprese, cultura e accettano proposte: puoi leggere di più qui.

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Written by

Dottore in Giurisprudenza, specializzato in mappatura dei processi e analisi problematiche inerenti diritto delle tecnologie, Analisi dei processi aziendali e della struttura organizzativa. Grande conoscitore di sistemi privacy conformi al GDPR e gestione della contrattualistica a tutela dei diritti degli interessati.