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FOMO or FOBO: WHAT’S YOUR FEAR?

Nel tempo del neuromarketing, abbiamo imparato a conoscere e a prendere maggiore confidenza con le naturali limitazioni della razionalità umana, che inevitabilmente hanno una consistente influenza sulle scelte ed i comportamenti di acquisto dei consumatori. Ma, tra tutti i sentimenti umani, uno degli aspetti che, negli ultimi tempi, è stato soggetto indiscusso di moltissimi studi e ricerche è proprio la paura. In particolar modo, l’interesse dei ricercatori si è mosso verso l’analisi e la valutazione del modo in cui questa emozione è in grado di modificare le decisioni e la vita dei consumers.

FOMO, fear of missing out

Con il termine FOMO si indicano quei comportamenti legati all’ansia sociale di venire esclusi da qualche evento e/o occasione importante. Si tratta di una paura nata e cresciuta con il diffondersi dei social network, che hanno inevitabilmente facilitato la possibilità di fruire di informazioni in real time. Quindi, da una parte, i social hanno consentito alle persone di comunicare in modo agile e veloce dall’altra, però, hanno portato gli utenti a confrontarsi con agli altri, spesso, entrando in competizione con loro. Infatti, alla base della FOMO c’è la paura che tutti i nostri contatti sappiano vivere meglio di noi, godendosi al massimo ogni momento della propria quotidianità.

FOBO, fear of better options

Tale acronimo indica la paura di non saper scegliere tra tante l’alternativa migliore. Si tratta di una fobia direttamente connessa con l’incremento delle possibilità di scelta, che ci vengono proposte dal mercato. Infatti, se da una parte è rassicurante avere a diposizione più opportunità, dall’altra parte dover scegliere una sola delle opzioni possibili tende a paralizzarci insinuando in noi una terribile paura di commettere la scelta sbagliata. Il senso di incertezza in alcune situazioni può essere talmente forte, da bloccare il nostro processo di scelta, impedendoci spesso di compiere una qualsiasi decisione.

FOMO E FOBO: come gestirle?

Patrick McGinnis, l’imprenditore che ha coniato entrambe le espressioni, sottolinea che queste paure sono un retaggio biologico del passato, legato al desiderio dei nostri antenati di raggiungere e conquistare continuamente qualcosa di meglio. Questi disturbi, inoltre, sono peggiorati con l’avvento del machine learning e dei social perché hanno reso accessibili ancora più opzioni agli utenti. Quindi, un modo per arginare queste situazioni è sicuramente quello di spiegare ai nostri utenti i motivi che rendono migliore il nostro brand rispetto agli altri. L’obiettivo rimane, però, quello di non sfociare in un overload di informazioni, ma semplicemente di spiegare chiaramente ed efficacemente i vantaggi dei nostri prodotti, così da far loro capire che comprendiamo i loro bisogni e li sappiamo soddisfare.

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Dottore in Giurisprudenza, specializzato in mappatura dei processi e analisi problematiche inerenti diritto delle tecnologie, Analisi dei processi aziendali e della struttura organizzativa. Grande conoscitore di sistemi privacy conformi al GDPR e gestione della contrattualistica a tutela dei diritti degli interessati.