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Esiste una sola occasione per fare una buona prima impressione

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Esiste una sola occasione per fare una buona prima impressione

Bastano 10 secondi, forse 20, per farsi un’opinione su una persona o su una situazione. Sono i frammenti di tempo, gli istanti a diventare fondamentali nella creazione di relazioni tra persone e brand. Il mondo è sempre più veloce, il tempo c’è ma non si ha più la voglia di trovarlo. Quindi, cosa fare?

Immediatezza. Ecco, sì. Questa è la parola del nostro tempo. Tutto deve essere scandito da un ritmo rapido, quasi fulmineo. E questo non vale solo per i rapporti con gli altri, ma anche nel modo in cui i consumatori si relazionano alle aziende. Occasioni contate, fugaci istanti: tutto viene circoscritto al momento. Quindi, ancora una volta, cosa bisogna fare per essere ascoltati dal proprio target e creare delle percezioni positive? Semplice: basta fare buona impressione. “Come?”, vi starete chiedendo. Beh, come in tutti i campi della vita, anche in questo esistono diverse strade percorribili, con risultati più o meno soddisfacenti.

Sicuramente, una via che, se percorsa con il giusto equilibrio e senza eccessi, può agevolare la creazione di percezioni positive è quella dell’impression management. Si tratta di particolari tecniche, attraverso cui è possibile strutturare la comunicazione aziendale, che consentono di influenzare le impressioni degli utenti modulando i contenuti e le informazioni a loro accessibili. Generalmente, il risultato che si attende da questo tipo di strategie è l’incremento delle vendite, grazie alla modifica delle percezioni delineate sulle caratteristiche del prodotto. Tuttavia, la regola fondamentale da non dimenticare mai quando si applicano tali logiche è sempre una: essere cauti. Il pubblico è affamato e desideroso di sincerità, ricerca autenticità e trasparenza dalle aziende. Se il target percepisce assenza di chiarezza, si possono innescare pericolosi meccanismi. Per evitare danni di immagine o, ancor peggio, danni reputazionali è fondamentale organizzare una strategia di comunicazione in grado di modulare il corretto utilizzo di tali tecniche.

L’impression management si basa sulla manipolazione del modo in cui i dati contabili o le informazioni sensibili vengono presentati al pubblico. Spesso, le aziende tendono ad adottare un diverso anno di riferimento per i KPI in modo da enfatizzare la crescita di un determinato parametro, oppure utilizzano in alternanza rapporti numerici o percentuali così da attribuire maggiore importanza ad un valore piuttosto che all’altro. Inoltre, in alcuni casi, vengono anche adottate delle soluzioni grafiche che riescono a catturare l’attenzione del pubblico inducendolo ad avere un’impressione più positiva del dovuto, sulla crescita o decrescita del parametro di riferimento. Ovviamente, è anche possibile strutturare un copy che sia in grado di dare rilevanza ad un’informazione, mettendo più in ombra altre.

Le possibilità sono infinite ma bisogna sempre ricordare che, anche nell’epoca dell’immediatezza, a vincere è l’eticità.

Insomma, impression management sì, ma con cura!

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Ingegnere Informatico con specializzazione in comunicazione tecnico scientifica. Da oltre 15 anni programma interfacce web/software per gli utenti. Esperta in ottimizzazione delle conversioni (CRO) e appassionata di tecniche SEO.