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E adesso come lo chiamo?

E adesso come lo chiamo?

Stai cercando il nome perfetto per la tua attività? Bene, sappi che non esiste!

Se ti dovessi spiegare perché BMW, Apple o Ikea sono dei nomi perfetti, probabilmente non mi capiresti ed avresti anche ragione. Allo stesso modo, se ti dicessi che esistono delle regole precise, faresti molto bene a dubitare del mio operato, perché sicuramente mi starei arrampicando sugli specchi solo per riempire un post.

 

Come per i bambini, durante i mesi che precedono il lieto evento, i genitori spremono le meningi, compiono ricerche nei rispettivi alberi genealogici oppure chiedono ad amici, parenti e sorelle qualche suggerimento. Altri chiedono al cugino che ha fatto il liceo, altri al barista sotto casa, ma pochi sono coloro che si affidano ad un’agenzia per scegliere il nome più adatto alla loro “creatura”.

 

Ma per quale motivo dovresti affidarti ad un professionista, se poco fa ho appena affermato che non esistono regole scientificamente verificate?

 

In primo luogo, sappiamo come impostare un’attività di ricerca: l’analisi dei competitors, dei trend e delle case history passate, se portate avanti in modo da creare consapevolezza, anziché con l’intento di plagiare un caso di successo (vedi il brand “Jordan” della Nike, contro “Point 3 Basketball”), possono diventare utili per comprendere quali sensazioni o quali immagini riescono ad evocare particolari categorie di attività.

Quindi, la regola numero 1 è sempre la stessa: studia!

 

Altre informazioni e consigli importanti che possiamo darti, sono i seguenti:

  • Originale (come abbiamo detto, deve essere nettamente diverso dai nomi già utilizzati dalla concorrenza – vedi l’Alfa Romeo 75 e la Rover 75, quale si ricorderà il pubblico?);
  • Lunghezza (anche la Walt Disney ha deciso di troncare la parte iniziale del proprio brand, per rendere più agevole la pronuncia);
  • Memorizzabile (il nome deve far colpo a prima vista: come puoi chiamare il tuo locale “Bar dello Sport” e pretendere di essere ricordato negli anni a venire?);
  • Positivo (chiamare un’azienda che opera sullo Stretto di Messina, “Caronte&Tourists”, non vi sembra una scelta po’ troppo azzardata?);
  • Orecchiabile (nomi veloci, positivi e brevi, dovrebbero anche essere eufonici, possibilmente onomatopeici ed infine non dovrebbero contenere problemi di logopedia, perché anche i bambini più piccoli dovrebbero essere in grado di ripeterlo).

 

Infine, l’ultimo consiglio d’oro che ti possiamo dare è: gioca con le parole! Mischia, rovescia, fondi, cerca anagrammi! L’importante è che non usi un acronimo del tuo nome, oppure un nome generico: l’ispirazione può infatti provenire da una canzone o da un film! Potresti anche decidere che il nome ideale per il tuo prodotto/servizio non ha nulla a che vedere con la categoria a cui appartiene e quindi, potresti chiamare “oceano” uno snack al cioccolato.

 

Come vedi, non c’è limite alla creatività (o per lo meno così sembra), ma il buon gusto e le doti analitiche non sono alla portata di tutti.

 

Se anche tu vuoi qualche informazione più dettagliata, contattaci per una consulenza senza impegno o mandaci un messaggio sui social #baobab #baobablog

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Dottoressa in Marketing e Comunicazione d'Impresa con un solido background di studi classici alle spalle. Esperta di copywriting strategico, negli anni si è specializzata nel SEO copywriting grazie alla partecipazione a diversi workshop in materia.