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CONTENT STRATEGY: QUALI CONTENUTI PER IL FUNNEL?

CONTENT STRATEGY: QUALI CONTENUTI PER IL FUNNEL?

È preziosissima questa classificazione per i contenuti del piano editoriale che inizialmente nasce in Google come soluzione per aiutare i content creators di Youtube a realizzare i propri contenuti, ma sono ancora più preziose le lezioni che possiamo imparare, utilizzando questo modello delle 3H, in funzione del funnel.

Hub, Help, Hero: classificazione dei contenuti

Perché proprio tre tipi di contenuti e a cosa servono?
Rispondono a tre diversi tipi di richieste e sono pensati per essere fruiti soprattutto da uno specifico segmento del nostro pubblico, che si trova quindi in un punto molto preciso del funnel (Perché è importante il funnel? Ne abbiamo parlato qui).

HUB: è il contenuto per gli utenti che già conoscono il prodotto o servizio e che sono già fidelizzati o hanno acquistato almeno una volta. Questo tipo di contenuto risponde all’esigenza di andare in profondità rispetto alla conoscenza del brand, confermando la nostra prima scelta come clienti e contribuendo a farci scoprire qualcosa di più sull’azienda o, possibilmente, a farci sorgere la domanda di un nuovo prodotto o servizio.
Esempi di contenuti hub sono: video di processo, racconto sulla storia dell’azienda.
Sono “contenuti speciali” pensati per colpire l’utente là dove risuonano le sue passioni, gli interessi, o le domande a cui non ha ancora trovato risposta.

HELP: è un contenuto che può essere postato molto più frequentemente, perché corrisponde ad una tipica chiave di ricerca su Google “come fare per…”. I contenuti help sono relativamente più facili da realizzare, perché possono dare supporto per diversi gradi di esperienza (principiante, esperto, pro), e possono essere svolti con diversi linguaggi: dalla pillola video, all’infografica, al post discorsivo, al podcast.

HERO: questa tipologia di contenuto è, a detta di molti, da centellinare nella content strategy annuale a 2-4 volte all’anno, sia perché i costi di produzione dei contenuti hero sono generalmente più elevati, sia perché il carico emozionale di un contenuto hero è destinato a far risuonare la sua eco nel tempo. Sono i video motivazionali, gli storytelling corporate, gli spot da tv generalista. Generalmente realizzati in formato video della durata di almeno un minuto, riassumono un “fino a qui abbiamo fatto” o al contrario dichiarano un “da oggi in avanti”.

Il mix di questi tre contenuti è fondamentale. Immaginiamo infatti un sito, con una sezione news, che abbia “solo” news: saranno tutti post destinati a decadere dopo settimane o mesi, perché contestualizzati in un dato periodo di tempo. Se invece quella sezione news avesse anche contenuti hub o post “sempreverdi” che si prestano ad un aggiornamento periodico, il lavoro di SEO-copywriting potrebbe così essere meglio investito.

 

I contenuti rispetto al funnel

Ogni contenuto va pensato e realizzato in funzione del pubblico che andrà a fruirlo. Non è detto poi che avvenga esattamente così, perché una persona che non ha mai sentito parlare del mio brand potrebbe trovare interessante un contenuto help che ho postato su Facebook, ma se non ci poniamo degli obiettivi, non riusciremo mai a misurare la portata e l’efficacia del singolo contenuto.
Il modello 3H rispetto al funnel si configura così:
– i contenuti hero fanno entrare il potenziale cliente nel customer journey e stabiliscono un primo contatto;
– i contenuti hub confermano l’interesse del primo contatto e sviluppano conoscenza e possibilmente conversione (vendita);
– i contenuti help, grazie al fine informativo/educativo premiano l’attenzione dei fidelizzati o dei clienti di ritorno.

Ma non è sempre così.

 

Content strategy scalabile

Anche la SEO ha un ruolo fondamentale in tutto questo!
Ogni contenuto 3H dovrà essere ottimizzato in chiave SEO e magari qualcuno di questi contenuti sarà oggetto di una campagna Adwords o di sponsorizzazioni su Facebook: in altre parole, avrà una maggiore portata e acquisterà agli occhi di Google maggiore autorevolezza, diventando scalabile, ottimizzabile ulteriormente e riutilizzabile nel tempo.
Ecco perché a volte nei blog corporate i cui post generalmente registrano poche decine di visite, un considerevole numero di visite arriva da un solo contenuto più tecnico di tipo help (“Come fare la manutenzione della macchina per caffè”).
Ecco che la SEO, unita alla sponsorizzazione dei contenuti che fanno parte di una content strategy, può davvero “sparigliare le carte”. In fase di analisi dei dati, teniamo quindi sempre occhi e mente aperti a diverse interpretazioni.

Parliamone

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Affascinata dal potere che hanno le parole di dare vita alle idee, studia Comunicazione per comprendere e aiutare chi ha qualcosa da dire, o una storia da raccontare. Copywriter e Social Media Strategist, si innamora dei social e ci resta sempre di più connessa, alla scoperta dei loro segreti.