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Content marketing furbo per motori di ricerca really smart

Bei tempi, quando Google era “solo” un semplice motore di ricerca. È impossibile non accorgersi come gli ultimi algoritmi e le scelte strategiche di Big G stiano di fatto trasformando quello che fino a pochi anni fa era un “ambiente” Google in un vero e proprio microcosmo. Quali sfide per il content marketing? Te le riassumiamo in questo blogpost furbo.

14 Apr , 2021 Copy & Social

Content marketing furbo per motori di ricerca really smart

Il content marketing furbo? È omnichannel

Partiamo da un semplice esempio: quando cerco su Google la mia pasticceria preferita, perché non ricordo se sia aperta la domenica pomeriggio, proprio quando la voglia di croissant e – già che ci siamo – di un aperitivo si fa davvero impellente, il motore di ricerca smart mi restituisce una serie di risultati:

  • Sito ufficiale
  • Pagine social
  • Scheda di Google Maps
  • Se esiste, un canale Youtube della pasticceria
  • Varie ed eventuali (siti collettori di orari di apertura, fornitori della pasticceria, ecc ecc).

Questo accade perché Google Search per come lo conosciamo oggi va ad integrare nei risultati di ricerca non solo contenuti testuali o immagini ma, sempre di più, spunti provenienti da Maps (recensioni, post), video (i Video Shorts sono in fase beta ma sono già una realtà che occupa spazio nella SERP, soprattutto se vista da mobile), ricerche correlate e subtopic: il tutto per fornire una pagina di risultati che sia il più completa e chiara possibile, anticipando ulteriori possibili domande.

Cosa posso fare, agendo sul content marketing da agenzia di comunicazione, per fare in modo che questi contenuti siano completi (rispondono alla domanda?) efficaci (mi spingono ad alzarmi dal divano e uscire?), memorabili (era lei o era la pasticceria di un altro quartiere?), unici (sono rispettosi della brand identity?)?

Ecco cosa farebbe chi lavora sul content marketing in agenzia di comunicazione

  1. Riordinare i contenuti per specificità e scopo: a che serve ogni piattaforma, ogni immagine e ogni video e perché sono veramente importanti?
  2. Allineare la strategia di content marketing attuale e futura al tono di voce e agli obiettivi aziendali.
  3. Pianificare i prossimi contenuti per rafforzare il percepito dell’azienda sui suoi punti di forza, agendo nel rispetto della sua identità.
  4. Coordinare i contenuti online (in primis i risultati di Google) con l’esperienza che il cliente avrà offline. Un esempio per tutti: se faccio uno short video dove spiego che il delivery si fa in 30 minuti dall’ordine, se arrivo in pasticceria al trentesimo minuto, il mio ordine deve essere pronto. E, possibilmente, fragrante.

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