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Colori: come influenzano le nostre scelte?

Colori: come influenzano le nostre scelte?

Che da bambini si prediligano gli oggetti colorati è assodato, ma quando cresciamo e maturiamo, l’infante che è in noi, dove va? La smette di portarci a compiere scelte sulla base di caratteristiche irrilevanti come i colori?!

La risposta è no. Chissà quante volte ci sarà capitato di scegliere inconsciamente un prodotto qualitativamente inferiore perchè stregati dalle sue particolari sfumature accattivanti..

A discapito della logica, talvolta, i colori continuano a dettare legge in quel paese popolato da neuroni che è il nostro cervello.

La dimostrazione ce la offre uno studio di ricercatori dell’università dell’ Ohio, che ha chiesto a 94 studenti universitari in campeggio di scegliere tra due modelli di radio: analogica e digitale. Sapendo che nel campeggio la stazione radio reperebile era esclusivamente una, e che il modello digitale costava ben il doppio rispetto a quello analogico, quale radio pensate abbiano scelto gli studenti?

Mostrando loro due foto delle radio in bianco e nero il risultato che è stato registrato corrisponde più o meno a quello che ci si aspetterebbe: il 75% dei ragazzi compie la scelta ”razionale” noleggiando il modello retrò, mentre solo il 25% decide di pagare un prezzo maggiore per lo stesso servizio offerto dalla radio digitale.

Quando invece si sono sottoposte alla vista del focus group due foto a colori dove emergevano i dettagli variopinti della radio digitale le percentuali sono sorprendentemente variate, suddividendo i soggetti decisori in due gruppi con la stessa popolosità. Il digitale aveva conquistato ben un quarto in più di consumatori portando le stime al 50%.

Da questo esperimento è emerso quindi come delle foto in bianco e nero permettano al consumatore di concentrarsi e creare nel proprio immaginario un quadro più completo e generale della situazione, ma anche come dei dettagli vivaci siano in grado di ingannare la mente, portandola a ragionare subito su caratteristiche superflue e ultime rispetto al piano decisorio, prima che su quelle tecniche essenziali, come il costo e le capacità.

La spiegazione di questo processo la offre Kentaro Fujita, uno degli ideatori del progetto che ha studiato l’origine dei nostri sistemi visivi. Secondo le recenti teorie, la nostra vista è strutturata in modo tale da essere utile sia in condizioni ottimali che non ottimali, adattandosi alla situazione in cui ci troviamo; dove la situazione ottimale è rappresentata da un una giornata soleggiata, l’occhio si focalizza sul colore, permettendoci di soddisfare quei bisogni, come per esempio mangiare, che non sussistono in quella che è invece una situazione sub-ottimale di pericolo, facendoci quindi scegliere il frutto dal colore più appetitoso.

Al contrario di notte, quando si vedono solamente sfumature di grigi come nelle foto in bianco e nero, il bisogno principale è quello di difendersi e quindi quello di identificare l’oggetto e capire le azioni, dobbiamo difatti essere in grado di distinguere un animale feroce da un albero.

E’ quindi al senso della vista e al suo scopo originario e primordiale che si deve tornare se si vuole capire la ragione di fondo che ha portato quei ragazzi a fare la scelta meno conveniente.

Per saperne di più sul modo in cui, attraverso i colori, si puo’ controllare la mente di un cliente è qui sul Baoblog che dovete tornare. Non perdetevi il prossimo articolo!

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Ingegnere Informatico con specializzazione in comunicazione tecnico scientifica. Da oltre 15 anni programma interfacce web/software per gli utenti. Esperta in ottimizzazione delle conversioni (CRO) e appassionata di tecniche SEO.