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COME GLI EVENTI DEL 2020 STANNO CAMBIANDO LE BRAND IDENTITY

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COME GLI EVENTI DEL 2020 STANNO CAMBIANDO LE BRAND IDENTITY

Tra una pandemia, una questione razziale e un grande cambiamento climatico in atto già da qualche tempo, questo 2020 non ci sta facendo mancare nulla. È quindi più che logico che molti brand modifichino in modo anche significativo la loro brand identity, ma perché? Segno di un reale cambiamento in atto o semplice volontà di cogliere lo spirito del tempo per risultare più appetibili nei confronti della Generazione Z? Vediamolo in questo post!

Perché cambiare proprio la brand identity?

Può sembrare cinico, ma cambiare il logo può essere una delle poche e forti maniere per attirare l’attenzione di clienti freddi e incuriosire potenziali nuovi clienti, con un’unica mossa. Ma potrebbe anche simboleggiare la meta finale di un percorso che ha portato l’azienda a fare chiarezza sulla propria identità o che ha instaurato un rapporto diverso con i propri dipendenti, collaboratori e clienti, dando nuova linfa alla relazione.
In che maniera alcuni brand famosi hanno fatto cambiamenti sostanziali alla brand identity? Vediamolo insieme.

(Brand identity da reinventare? Ne abbiamo parlato qui!)

 

LACOSTE
Le 3.520 polo di Lacoste in edizione limitata Save our Species sono terminate in un battibaleno anche quest’anno, il secondo da quando l’azienda ha prodotto questa collezione di magliette in cui al posto del celebre coccodrillo sono raffigurati animali in via d’estinzione. Un segnale forte per ricordare come i cambiamenti climatici ed ambientali, oltre che il comportamento umano, stiano affliggendo sempre di più il nostro ecosistema.

 

FONZIES
Qui il cambiamento non c’è, ma sarebbe molto bello se ci fosse! Da qualche mese girano meme in varie community: gli utenti hanno giustamente notato come il principale e più recente claim di Fonzies “Se non ti lecchi le dita, godi solo a metà!” non sia un comportamento consigliabile nell’era della pandemia da COVID. Al momento resta solo un bonario consiglio e il frutto di un ben fatto user generated content che strappa ben più di un sorriso: non ci resta che vedere come il brand raccoglierà il suggerimento!
Di ben altro tono di voce sono stati i restyling temporanei delle brand identity di alcuni marchi famosi realizzati ad aprile 2020, per sensibilizzare rispetto al distanziamento sociale.
Ci auguriamo che non ce ne sia più bisogno!

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AUNT JEMIMA
La storia di questo brand è tormentata e passa per oltre 6 restyling, come spiega bene questo articolo di Business Insider. Dopo i recenti fatti che stanno continuando a segnare l’America e le attività del movimento Black Lives Matter, molti brand americani con una forte legacy storica e legata al passato stanno rimettendo in discussione le loro storiche brand identity a suon di comunicati stampa e misteriose sparizioni delle mascotte dai loghi.
Anche il brand di Aunt Jemima dovrebbe cambiare a breve, lasciando finalmente in pace l’immagine di questa donna afroamericana che, soprattutto nelle precedenti edizioni, ricordava moltissimo le mummy delle piantagioni. Finora però non ci risulta che sia ancora uscita la nuova brand identity: non ci resta che attendere!

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ESKIMO PIE
Sempre legato alla questione razziale, anche Eskimo Pie cambierà presto sia naming che logo, dopo ben 99 anni di attività, per non urtare la sensibilità di chi appartiene e di chi protegge le minoranze etniche americane.

 

PANTONE
Tornando alla questione Black Lives Matter, PANTONE prende una posizione molto precisa e rilascia un nuovo colore, che chiama simbolicamente “human being”, a simboleggiare la parità di condizioni e diritti che il brand auspica per gli afroamericani.

 

CONVERSE
Ci spostiamo ora su una nuova causa, quella per i diritti della comunità LGBT+ che anche quest’anno ha tenuto banco soprattutto online e sui social. Converse non poteva ignorare la chiamata, e anche quest’anno ha lanciato una nuova collezione dedicata al Pride, per sensibilizzare sull’argomento e per rimanere in linea con i desiderata e i valori dei suoi consumatori, di tutte le età e di ogni cluster.

 

Brand identity, temi sociali e Generazione Z
È un dato di fatto che la Generazione Z sia più sensibile a temi sociali e preferisca sostenere con l’acquisto brand che si dimostrino attenti e coinvolti su problematiche ambientali, uguaglianza, pari diritti, ambiente, società.
Ma proprio perché la giovane età dei nuovi consumatori si accompagna al formarsi di un’identità – reale e digitale – coerente e tutta d’un pezzo, che passa anche per il supporto a specifiche cause sociali, per l’utente Z scegliere il brand “sociale” significa comprare da un’azienda il cui impegno sia niente di meno che effettivo e dimostrabile.
Questo nuovo cluster, scettico per natura e nativo digitale per nascita, non si fa ammaliare da sirene ed è in grado di sbugiardare i green, pink o rainbow washing che alcune aziende possono fare.

(Generation Z sui social: ecco un approfondimento!)

 

Come sempre quindi, per tutte le aziende che intendono approcciare un cambio di brand identity che abbracci cause sociali, l’imperativo è uno: walk the talk, ASAP…proprio come lo direbbe la Generazione Z![/vc_column_text]

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Parliamone

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Esperta di marketing ed account manager dotata della capacità di comprensione delle esigenze dei clienti, negli anni ha sviluppato un sempre maggiore interesse per il web marketing.